Da stopopg.it: il nuovo decreto per la chiusura degli OPG

Da:    http://www.stopopg.it/

Decreto Legge n. 24 del 25 marzo 2013

Il testo del Decreto Legge n. 24 del 25 marzo 2013 (Gazzetta Ufficiale 26.3.2013) con cui il Governo ha rinviato il termine di attuazione delle norme sugli OPG, con le modifiche apportate alla legge 9/2012 Ad una prima lettura vediamo che:

  • il termine del 31.3.2013 è rinviato ma specificando che: “Dal 1° aprile 2014 gli ospedali psichiatrici giudiziari sono chiusi (mentre prima era scritto:  … dal 31.3.2013 le misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e dell’assegnazione a casa di cura e custodia sono eseguite esclusivamente all’interno delle strutture sanitarie  …)
  • E’ precisato che i programmi regionali, da presentare al Ministero della Salute entro il 15 maggio 2013 devono favorire misure alternative all’internamento: Il programma, oltre agli interventi strutturali, prevede attività volte progressivamente a  incrementare la realizzazione dei percorsi terapeutico riabilitativi di cui al comma 5 e comunque a  favorire  l’adozione di misure  alternative all’internamento negli ospedali psichiatrici giudiziari ovvero anche nelle nuove strutture di cui al comma 2, potenziando i  servizi  di salute mentale sul territorio.”; Questa precisazione, pur non essendo una modifica ancora adeguata della legge 9/2012 (le strutture speciali rimangono) e per nulla scontata nella sua applicazione, tuttavia apre una possibilità per le misure alternative, che in questi mesi avevamo richiesto fosse esplicitamente prevista nella norma.
  • È previsto un “commissario unico” per le regioni inadempienti (che al 15.5.2013 non hanno presentato il programma o che successivamente non lo attuano)

A breve un nostro commento più preciso e quindi un’iniziativa verso il Parlamento, che entro i prossimi sessanta giorni dovrà convertire in legge il Decreto, pena la sua decadenza.  

Servizi psichiatrici: cosa ci aspetta?

Secondo il presidente della Società italiana di psichiatria  il 10% dei pazienti che verranno dimessi dagli O.P.G. è composto da casi un pò più pericolosi…e ” prima di chiudere gli Opg occorre realizzare degli interventi strutturali tali da garantire, laddove necessario, la messa in sicurezza sia dei pazienti sia degli operatori e della comunità. Mentre oggi i reparti sono aperti e non preparati a gestire, in assenza di una rete coordinate alle spalle situazioni di pazienti che possono reiterare un delitto”.

 Parliamo dei problemi di gestione della sicurezza già ora presenti nei ” repartini ” psichiatrici all’interno degli ospedali comuni e nelle comunità per disabili mentali che all’occorrenza accolgono pazienti psichiatrici; parliamo di come sta cambiando la gestione della quotidianità, degli operatori che nascondono coltelli e forbici, delle finestre bloccate, dello sperare che ci sia un uomo in turno, del mazzo di chiavi da non perdere mai di vista, dei corsi di formazione del personale che includono anche incontri di auto – difesa..

E tutto questo senza l’ingresso nelle strutture degli ex pazienti degli O.P.G. ma  semplicemente grazie ad una politica dei tagli alla sanità che determina la destinazione dell’utenza non in base al servizio più idoneo per la tipologia della diagnosi ma a quello la cui retta è meno costosa.

Nell’ articolo che segue per la prima volta si affronta il problema della sicurezza; nel dibattito di questi mesi tutti sono stati molto attenti a non voler riproporre dei mini – manicomi, a sollecitare l’ assegnazione dei fondi alle Regioni, a denunciare il degrado all’interno degli O.P.G. ma nessuno si è mai chiesto come in concreto il personale delle strutture potrà gestire queste persone lasciando di fatto soli gli operatori di fronte a queste nuove problematiche.

“Con la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari 800 malati a rischio cure”

A lanciare l’allarme è la Società italiana di psichiatria (Sip) – con un documento sottoscritto anche da tutte le sue sedi regionali – che dice sì alla chiusura degli Opg, ma con gradualità e potenziando prima i servizi sul territorio. Il 10% dei ricoverati è considerato grave. Gli opg chiuderanno in base a un disegno di legge voluto dai ministeri di Salute e Giustizia

“Con la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari 800 malati a rischio cure”

Dal 1 aprile oltre 800 malati mentali ricoverati negli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) saranno a rischio cure. Di questi il 10% è formato da casi abbastanza gravi. A lanciare l’allarme è la Società italiana di psichiatria (Sip) – con un documento sottoscritto anche da tutte le sue sedi regionali – che dice sì alla chiusura degli Opg, ma con gradualità e potenziando prima i servizi sul territorio. “E’ questa la proposta che presenteremo al prossimo ministro della Salute”, afferma il presidente Sip, Claudio Mencacci, che aggiunge: “Vogliamo andare in questa direzione, ma gradualmente, garantendo la sicurezza dei pazienti, ma anche dei familiari e dei cittadini. Per questo vogliamo il rinvio della chiusura degli Opg”.

Di questi 800 pazienti, infatti “il 10% è composto da casi un po’ più pericolosi – spiega Emilio Sacchetti, presidente eletto Sip – Ci potrebbero essere problemi di sicurezza in relazione alla reiterazione di reati da parte di questi soggetti. Certo il rischio e molto basso – ci tiene a precisare Sacchetti – ma non ci sentiamo di escluderlo”. Parliamo di pazienti, alcuni con gravi problemi, che si troveranno soli e senza alcuna struttura alternativa pronta ad accoglierli. Le Regioni sono impreparate a farsi carico di queste persone, anche a causa dell’assenza di finanziamenti che seppur stanziati non sono facilmente fruibili. Insomma, secondo gli psichiatri, che hanno anche lamentato il fatto di non essere stati chiamati in causa, le conseguenze potrebbero essere drammatiche. “Lo sviluppo di questo ‘piano’ e il conseguente disegno di legge appena approvato – afferma Mencacci – sono stati portati avanti senza sentire ragioni. Questo non è accettabile, così come non è accettabile che agli psichiatri, che a causa di questo provvedimento saranno gravati da ulteriori responsabilità civili e penali, venga richiesta una funzione di vigilanza e custodia di questi malati invece di svolgere le funzioni di cura che competono loro”.

Gli Opg chiuderanno in base a un disegno di legge voluto dai ministeri di Salute e Giustizia. Ma il nostro Paese “è impreparato a gestire e collocare questi pazienti, alcuni anche pericolosi, a causa dell’assenza di strutture alternative o di finanziamenti che seppur stanziati non sono facilmente fruibili”. La mancata gradualità nella chiusura degli Opg (le Regioni avranno solo 60 giorni per trovare strutture alternative) e “l’inascoltato appello a una proroga, rischia di provocare gravi conseguenze”. La Sip denuncia, inoltre, la carenza di assistenza psichiatrica nelle carceri, dove peraltro confluiranno molti di questi malati. Malati che si sommeranno a quel 15% di detenuti (oltre 10 mila nel 2012) che risulta affetto da disturbi psichici, malattie infettive o correlate alle dipendenze. Di fatto, chiarisce la Sip, i dipartimenti di salute mentale italiani, in quest’ultimo anno, hanno già provveduto a prendere in carico moltissimi pazienti provenienti dagli Opg, ma il problema si pone per quelli con situazioni più complesse che necessitano di una tipologia di controllo che le strutture territoriali attuali non possono dare. Prima di chiudere gli Opg, “occorre realizzare degli interventi strutturali tali da garantire, laddove necessario, la messa in sicurezza sia dei pazienti sia degli operatori e della comunità. Mentre oggi i reparti sono aperti e non preparati a gestire, in assenza di una rete coordinate alle spalle – avverte Sacchetti – situazioni di pazienti che possono reiterare un delitto”.