La psichiatria sommersa tra interessi farmaceutici e servizi per disabili mentali che in realtà ospitano pazienti psichiatrici

Il massimo comune denominatore in questo caso è l’interesse: quello delle case farmaceutiche, come riportato nell’articolo allegato, e quello di chi indirizza utenti psichiatrici nella comunità per disabili mentali usufruendo di un costo minore della retta giornaliera in un servizio del socio-assistenziale rispetto ai costi maggiori dei servizi psichiatrici nel comparto sanitario.La scienza psichiatrica non è esatta come quella matematica e il confine tra un disturbo comportamentale in un deficit cognitivo con innesti psicotici e una psicosi conclamata è molto sottile, specie in pazienti adolescenti soggetti ad una continua evoluzione del proprio quadro patologico; se minorenni, inoltre, vi sono pochissimi servizi in grado di accoglierli.Si delinea quindi una realtà sommersa nella quale servizi non dichiaratamente per pazienti psichiatrici accolgono alcuni di essi ponendo in uno stato di profondo disagio gli altri ospiti, soggetti talvolta anche alle loro aggressioni, e gli stessi operatori in quanto il loro minutaggio e l’organizzazione interna del servizio non risulta compatibile alle esigenze di utenti affetti da patologie psichiatriche; alcuni di essi usufruiscono di un rapporto individuale ma con i tagli alla spesa pubblica sono state ridotti rendendo la loro gestione sempre più problematica.In un quadro di dismissione degli O.P.G. e di ripensamento dei modelli di organizzazione dei servizi psichiatrici e delle modalità di reinserimento nel tessuto sociale dei pazienti, vedi il progetto Armonia dell’A.S.L. di  Avezzano-Sulmona- Aquila, la situazione reale dei servizi è volutamente non resa nota per mantenere buoni rapporti con la committenza e usufruire del maggior numero possibile di rette.

Da: www.lavocedilucca.it

Cartello psichiatrico legato all’industria farmaceutica

La nuova versione del DSM sembra fatta apposta per moltiplicare i guadagni di Big Pharma. E ‘ stato un semplice esperimento nel trattamento del lutto: a 22 pazienti che avevano perso recentemente un coniuge é stato somministrato un antidepressivo ampiamente diffuso. Da quando, però, il lutto dovrebbe essere farmacologicamente curato? Per anni, il manuale ufficiale della psichiatria, pubblicato dall’American Psychiatric Association, si è schierato contro la diagnosi di depressione maggiore quando l’afflizione è ‘dovuta al lutto.’ Tale dolore, dicevano gli esperti, segue un corso naturale.

Ma tutto può cambiare, e con la nuova versione del manuale psichiatrico, quello che alcuni esperti hanno chiamato ‘vena d’oro per Big Pharma’, l’Associazione Psichiatrica Americana questo mese è tornata sui suoi passi, aprendo la strada alla facile diagnosi di depressione maggiore in caso di grave perdita e, di conseguenza, al trattamento del lutto con antidepressivi. Il cambiamento nel manuale, che potrebbe avere implicazioni finanziarie significative per il mercato dell’antidepressivo per un valore di 10 miliardi di dollari, è stato sviluppato in gran parte da persone che sono finanziariamente associate all’industria farmaceutica, come rivelato da un esame delle rilevazioni economiche. L’associazione stessa dipende in parte dai finanziamenti dell’industria farmaceutica e la maggior parte degli esperti del comitato che ha redatto la nuova guida di riferimento diagnostica ha ricevuto sovvenzioni da aziende farmaceutiche, ne possedevano azioni, o ne erano conferenzieri o consulenti. Le aziende farmaceutiche hanno mostrato un interesse nel trattamento di pazienti che hanno recentemente perso una persona cara, tanto da finanziare e pubblicare i risultati di almeno tre studi in cui persone in lutto sono state trattate con antidepressivi. Ma i legami finanziari tra i creatori del manuale dell’APA e l’industria hanno di gran lunga superato i limiti raccomandati nel 2009 dall’Istituto di Medicina, un ramo della National Academy of Sciences. Tali limiti riflettono il timore che la salute del paziente potrebbe essere compromessa quando diagnosi e linee guida di trattamento che sono ampiamente utilizzate dai medici, siano scritte in gran parte da esperti che compaiono sui libri paga delle industrie farmaceutiche e vengano pubblicate da società mediche che dipendono dai finanziamenti di quelle stesse industrie. Mentre non ci sono prove che i membri del Comitato abbiano ampliato la diagnosi per aiutare le aziende dei farmaci, il processo di sviluppo del manuale è colmo di legami sospetti. 8 di 11 membri del Comitato dell’APA che ha guidato il cambiamento hanno legami finanziari con le aziende farmaceutiche – da cui ricevono parcelle come conferenzieri, consulenti o finanziamenti per la ricerca, o di cui possiedono azioni, come mostrano le rilevazioni archiviate dell’associazione. Secondo tali documenti dell’APA, 6 degli 11 membri avevano legami finanziari con le industrie quando il Comitato si è riunito, e altri 2 avevano legami finanziari nei cinque anni precedenti all’assegnazione del comitato. Un consulente chiave del Comitato – che ha scritto la giustificazione scientifica per il cambiamento – fu l’autore principale dello studio del 2001 sull’antidepressivo Wellbutrin, sponsorizzato da GlaxoWellcome, che ‘dimostrava’ che il Wellbutrin potrebbe essere usato per trattare il lutto. Stando ancora alle loro divulgazioni, nel 2010, un altro comitato dell’APA aveva sviluppato le linee guida su come trattare i pazienti una volta diagnosticati con depressione grave, includendovi le raccomandazioni del farmaco. 6 dei suoi 7 membri avevano ricevuto parcelle come consulenti e conferenzieri o il sostegno alla ricerca da aziende farmaceutiche. L’associazione ha inoltre nominato un comitato di supervisione che ha dichiarato che le raccomandazioni erano prive di pregiudizi, mentre la maggior parte dei membri del ‘comitato di revisione indipendente’ aveva precedenti legami finanziari con l’industria.

www.disinformazione.it

Cuneo – Ritardo dei pagamenti da parte della regione Piemonte e delle ASL verso il settore socio assistenziale: i sindacati fanno le loro considerazioni

da: PiemonteOggi.it

4/02/2013

Cgil Cisl e Uil

La giornata di mobilitazione di sabato 2 febbraio a Cuneo contro il ritardo dei pagamenti da parte della Regione Piemonte e delle ASL verso il settore socio assistenziale ha avuto un successo superiore a qualsiasi aspettativa.

Più di duemila persone – Consorzi socio assistenziali, Case di riposo, Cooperative sociali, Sindacati Cgil Cisl e Uil, Associazioni di volontariato, Sindaci e Amministratori Locali e in particolare lavoratori, famiglie e cittadini – hanno

partecipato in massa a dimostrare il comune impegno per la tutela dei diritti sociali sanciti dalla Costituzione italiana e dei servizi per le famiglie e le persone più fragili e ad affermare che le politiche sociali sono una priorità fondamentale per la nostra comunità. Due sono i risultati positivi principali della manifestazione su cui basare il lavoro e l’impegno dei prossimi giorni. Il Prefetto di Cuneo, Dott.ssa Patrizia Impresa, ricevendo una delegazione del Comitato Promotore, ha espresso

tutta la sua preoccupazione rispetto alla sofferenza che si sta determinando nel sistema locale dei servizi, che colpisce in particolare le persone più deboli.

L’Assessore regionale alla Sanità, Paolo Monferino, in un dialogo telefonico, ha dichiarato la sua piena disponibilità ad avviare entro la prossima settimana un tavolo di crisi sulla situazione provinciale dei servizi sociali, disponibilità ribadita anche dal Presidente Roberto Cota. Il tavolo si propone come obiettivi precisi:

- la definizione di un piano di rientro dei debiti della Regione ed delle ASL, individuando gli strumenti finanziari più idonei per pervenire alla loro liquidazione in tempi rapidi e certi,

- il sostegno con risorse aggiuntive delle Asl maggiormente colpite dalla stretta finanziaria

- la priorità nei pagamenti ordinari delle ASL ai soggetti sociali pubblici e privati che operano nel campo dei servizi alla persona nei quali è prevalente l’incidenza della componente lavoro, come le cooperative sociali, le case di riposo, i consorzi socio assistenziali.

L’Assessore Monferino ha inoltre manifestato la massima disponibilità a risolvere i nodi amministrativi relativi alla certificazione dei crediti vantati dai Consorzi Socio Assistenziali nei confronti della Regione Piemonte e ai tempi di pagamento degli stessi, chiarimenti necessari per attivare un finanziamento dal Gruppo UBI, garantito dalla Fondazione CRC, per permettere ai Consorzi di pagare immediatamente gli arretrati ai fornitori di servizi e di beni. Un risultato fondamentale della manifestazione è stata la verifica della sensibilità e della determinazione di moltissimi cuneesi ad impegnarsi a favore della continuità dei servizi sociali, a partire dalla soluzione del problema del ritardo dei pagamenti.

Il Comitato Promotore incalzerà i vertici regionali affinchè le promesse espresse siano mantenute: nei primi giorni di questa settimana sarà definita con l’Assessore Monferino la data del primo incontro del tavolo di crisi.

Lo spirito costruttivo della manifestazione ha aperto una fase di dialogo positiva che fa ben sperare rispetto alla possibilità di pervenire a soluzione condivise che evitino il rischio del collasso del sistema dei servizi sociali della nostra provincia.