Progetto attività di acquaticità per disabili: vasca a farfalla


Woman Teaching Little Girl to Swim in Swimming Pool
ESPLICITAZIONE  DEGLI  OBIETTIVI

  • Esplorazione e scoperta dell ‘ ambiente
  • Primi contatti con l ‘ acqua
  • Contatto con il tecnico
  • Scoperta delle sensazioni percepite dal proprio corpo a contatto con l ‘ acqua
  • Rilassamento con il sostegno del tecnico ( scivolamenti guidati )
  • Uso di giochi galleggianti
  • Prime forme di galleggiamento
  • Sviluppo dell ‘ autonomia generale
  • Scoperta del proprio corpo attraverso la stimolazione sensoriale
  • Costruzione e consolidamento di un modificato schema corporeo
  • Miglioramento delle funzioni neuro – muscolari, respiratorie e cardiocircolatorie
  • Sviluppo delle capacità che organizzano e regolano il movimento
  • Sviluppo delle capacità percettivo – motorie di contatto e relazione
  • Scoperta e utilizzo dei diversi canali comunicativi ( cinestetico, visivo, verbale)
  • Sviluppo dell ‘ intenzionalità comunicativa
  • Riduzione dello stato d ‘ ansia ( atteggiamenti auto ed etero – aggressivi )

ESPLICITAZIONE  DEI  PRESUPPOSTI  TEORICI

Le funzioni psichiche sono considerate ” funzioni superiori ” del sistema nervoso, sono legate ovviamente anche alla vita organica dalla quale sono influenzate e che a loro volta influenzano. L ‘ inconscio è la sede del rimosso o delle rappresentazioni psichiche delle pulsioni. Nei soggetti gravemente compromessi sul piano psico – fisico – sensoriale, con incipiente deficit cognitivo, i processi di funzionamento sono caratterizzati da:

-    tendenza alla soddisfazione immediata

-    flusso libero dell ‘ energia.

La tendenza è quella di evitare il ” dispiacere ” mantenendo il livello di eccitamento il più basso possibile. Dal punto di vista topico, in meta – psicologia, i contenuti inconsci sono rappresentazioni di cose. Il funzionamento è caratterizzato dal ” processo primario”, secondo il quale l ‘ energia pulsionale è in grado di fluire liberamente passando senza ostacoli da una rappresentazione al ‘ altra, secondo i meccanismi delle spostamento e della condensazione; nel sistema inconscio l ‘ energia è quindi ” mobile “e tende a reinvestire le rappresentazioni inerenti alle esperienze di soddisfacimento. Gli elementi che entrano nella sensazione  non possiedono solo una funzione strutturata, ma anche strutturante, in quanto ne costituiscono il materiale e, nel contempo, concorrono a determinarne la struttura o configurazione generale.

Quando la natura di un legame tra le diverse parti della personalità comporta emozioni che sono sperimentate con intensità e ” passione “, ha luogo una situazione in cui i due oggetti vanno incontro ad un arricchimento reciproco e ad un ‘ esperienza di comprensione e di apprendimento.( Bion. ” Apprendere dall ‘ esperienza ” 1962 ).

L ‘ osservazione si pone essenzialmente come un  ” processo di apprendimento  dall’esperienza ” e cioè apprendimento del linguaggio del corpo, del modo in cui si rafforzano in certi soggetti la fiducia e il legame affettivo allorché vivano ripetutamente  l’esperienza di sentirsi compresi ( Martha Harris, 1974 ).

La personalizzazione è un importante processo che riguarda lo sviluppo del sentimento delle propria persona nel proprio corpo. Anche in questo caso sono le esperienze pacifiche, ripetute, dalle cure prodigate al corpo e le esperienze di gratificazione istintuale a stabilire gradualmente una sufficiente personalizzazione. Secondo una visione pseudo – psicomotricistica  l ‘ intento è di passare da prassie automatiche, quali automatismi comportamentali ( istinti e comunicazione ), a prassie volontarie ( rappresentazione mentale dell ‘ atto ) mediante l ‘ utilizzo della meta – comunicazione e del canale empatico.Considerando la tipologia di utenza alla quale è rivolto questo progetto di acquaticità e prendendo atto dell ‘ estrema ” gravità ” sul piano cognitivo e psico – neuro – fisiologico, procederemo applicando il concetto di ” Longlife learning “, attualizzando un modello di pensiero che si richiama ad alcuni precetti della disciplina gestaltica ideata dallo psicoanalista berlinese Frederick S. Perls ( 1893 – 1970 ), la quale cita: ” la ricchezza esperienziale precede ed oltrepassa qualsiasi generalizzazione teorica “, ” invece di cercare di essere diverso, ci si cali pienamente nella propria posizione attuale, sia essa di patologia o di sofferenza “.Chi ci sta di fronte ha particolarmente bisogno di noi o addirittura dipende da noi per la sua sopravvivenza; non possiamo cambiare il suo passato, possiamo cambiare i legami che egli, con la proprie struttura, può articolare con gli oggetti, sempre esterni,, e le altre persone. ( Emanuela Cocever, ” Psicoterapia e prospettive educative ” N.I.S. Roma 1993 ). L ‘ ambiente istituzionale in condizioni di ” ricovero “, presenta carenze sul piano affettivo, psico – sociale e delle stimolazioni. Queste istanze tendono a uniformare bisogni, esigenze, ritmi e tempi di vita, creando un mondo stereotipato, frammentato, impoverito di idee e significati.

METODOLOGIA

Il percorso intrapreso darà ampio spazio all’osservazione, per cercare di conoscere e per quanto possibile capire le modalità comunicative dei partecipanti all’attività. Si cercherà di non tralasciare nessun aspetto, considerando come afferma P. Watzlawich che “non è possibile non comunicare, non esiste un non comportamento, l’ attività o l’ inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio”. Attraverso diverse modalità di osservazione (partecipe, o di tipo etiologico) si ricercherà un sistema di comunicazione condiviso. Bisogna accettare di mettersi al livello in cui si può, e  si vuole scambiare; scambiare dei fonemi, delle parole, dei gesti, delle mimiche, degli atteggiamenti dei contatti e degli oggetti. Questo linguaggio apparentemente destrutturato, permette di agire nella spontaneità; è compito del  tecnico, dell’ educatore, evidenziare la trama inconscia che lo sottende. Attraverso i rumori strumentali, il rumore di oggetti, attraverso gli oggetti stessi, per arrivare progressivamente al contatto. Sovente in questa fase l’ utente esprime con il suo comportamento motorio il desiderio di prolungare la situazione. A partire da questo momento la comunicazione è stabilita e può evolversi. Il tecnico deve “essere rivelatore di quello che l’ utente non può esprimere “; deve  indurre la costruzione di una relazione inter-soggettiva. Inizialmente verrà privilegiato il rapporto, finalizzato alla instaurazione di un “dialogo tonico”, e di un contesto gratificante, caratterizzato da un’ atteggiamento accogliente e fiducioso. Questa condizione favorisce l’ introiezione delle esperienze compiute.

ACQUATICITA’ ADATTATA

Con questi termini si identificano i programmi motori svolti in ambiente acquatico con individui disabili, e di conseguenza i necessari adattamenti relativi alle strategie di insegnamento; le attrezzature, la comunicazione, i movimenti svolti, il modo di dare le istruzioni, di correggere e di pianificare la pratica. Altre applicazioni dell’ acquaticità per disabili sono meno educative e più terapeutiche, come l’ idroterapia, che utilizza  mulinelli ed esercizi passivi.I programmi di acquaticità adattata utilizzano esercizi attivi solitamente praticati a terra, i quali vengono riproposti in acqua. Questi esercizi vengono adattati dai tecnici agli individui con disabilità acuta o cronica.

L’ acquaticità adattata si basa  sulla filosofia di adattare la galleggiabilità e le attività ludiche alla necessità degli individui. Si tratta di un metodo parallelo all’ educazione fisica adattata, suo corrispondente a terra, e come tale prevede un insegnamento adattato, con relativi schemi di verifica e valutazione.

Nella disabilità l’ acqua costituisce l’ ambiente migliore in assoluto per il recupero di deficit psicomotori, comportamentali e del linguaggio. L’ acqua può moltissimo, ma solo se si esegue un programma preciso, rispettando sempre i tempi e i modi di ogni utente e sapendo sempre gestire la situazione senza titubanze. Siamo consci di quanto sia importante  lo sviluppo dell’ immagine corporea e della propriocettività, e per questo è fondamentale acquisire una reale e completa conoscenza di sé e del proprio corpo.

La comunicazione di tipo verbale si presenta meno efficace di quella corporea (metodo sensoriale); contatto fisico ed espressioni del volto producono feedback  di recettività. Il contatto , la mimica e la gestualità sono per eccellenza le forme  comunicative più fruibili. Le motivazioni indotte attraverso processi di gratificazione corporea e di lode producono di riflesso un incremento delle risposte motorie. In ambiente fluido il tecnico è un significativo riferimento, che aiutando e sostenendo l’ utente, gli permette di assumere un assetto decontratto ed idrodinamico, e quindi di esplorare lo spazio circostante con la certezza di un contenimento. Le risposte motorie diventano molteplici e si esplicano sul piano tridimensionale, che consente il libero flusso di percezioni utili alla costituzione e al mantenimento degli schemi motori di base. L’ acquaticità è un’ attività coinvolgente che determina benefici   psico-fisici , sociali e cognitivi. La temperatura stessa dell’ acqua permette di raggiungere obiettivi terapeutici. Gli effetti psicomotori terapeutici in acqua comportano il rilassamento muscolare, la diminuzione del dolore e degli spasmi muscolari, l’ incremento dell’ ampiezza dei movimenti delle articolazioni e il miglioramento della tonicità e della resistenza muscolare. La carenza di movimento fisico ed aerobico sono precursori di   una diminuzione della funzionalità polmonare. Le attività acquatiche stimolano e facilitano la respirazione, quindi favoriscono il corretto funzionamento dell’ apparato cardio-respiratorio. E’ notoriamente più semplice sviluppare programmi motori in acqua, piuttosto che a terra, in quanto l’ acqua supporta il corpo diminuendo  la resistenza gravitazionale. L’ acqua inoltre stimola i recettori sensoriali ; la cute reagisce alla variazione della temperatura, l’ apparato visivo ai riflessi della superficie dell’ acqua e l’ apparato uditivo alle variazioni di pressione. L’importanza dell’ acqua per ogni forma di vita, le sue proprietà terapeutiche, e la valenza simbolica che essa riveste costituiscono un elemento stimolante, propedeutico ad acquisizioni di carattere psico-fisico e sensoriale, contribuendo così a migliorare il tono dell’ umore e di conseguenza a ridurre gli stati di ansia e  depressione in favore di un incremento di benessere e autostima.

SCANSIONE DEI TEMPI E DELLE FASI

  • Preparazione setting
  • Introduzione in vasca
  • Attività (durata 45 minuti)
  • Termine attività
  • Compilazione osservazioni.

Prioritaria è la preparazione del setting:

  •  soluzione di essenze balsamiche nell’ acqua e accensione di incensi profumati (aromoterapia), sottofondo musicale (musicoterapia) e lampada globulare multicolor (cromoterapia)
  • deve essere data la giusta importanza alla temperatura dell’ acqua, in base all’età e al tipo di disabilità dei partecipanti
  • è necessario dotarsi di ausili atti all’introduzione in vasca: sistemi di galleggiamento come, tubi o giubbotti salvagente, sono necessari, oltre che per la sicurezza, anche per tranquillizzare gli utenti

Prima un utente, e poi l’ altro verranno introdotti in vasca, e avrà inizio l’ attività. L’educatore seguirà le indicazioni del tecnico, ed entrambi entreranno in relazione privilegiata, ciascuno con il proprio utente. Il tecnico si adopererà al fine di instaurare una relazione di interscambio fra i soggetti coinvolti nell’attività. Il tecnico e l’ educatore recupereranno il rapporto privilegiato con il proprio utente e l’ attività avrà termine con il recupero del primo utente immerso e in seguito dell’ altro. Il tecnico si occuperà, al termine dell’ attività, di compilare le proprie osservazioni.

IDENTIFICAZIONE DELLE RISORSE 

PROFESSIONALI:  un tecnico di aquaticità – un educatore.

STRUTTURALI:  locale attrezzato con vasca a farfalla

MATERIALI E AUSILI:

  • Elevatore
  • Disinfettante (amuchina)
  • Giubbotti salvagente
  • Essenze balsamiche idrosolubili
  • Tubi
  • Palle
  • Giochi galleggianti
  • Incensi profumati
  • Lettore cd
  • Cd rilassanti
  • Globo luminoso multicolor.

ESPLICITAZIONE DELLE PROCEDURE DI VERIFICA

Sono stati fissati degli indicatori generali, che permetteranno al tecnico di raccogliere dei dati necessari a stilare obiettivi e strategie individualizzate. L’ osservazione qualitativa e quantitativa sarà avvalorata dall’osservazione e dall’esperienza del tecnico e  verrà inoltre avvalorata da una griglia indicante i fattori di criticità per ogni singolo punto. Si ipotizza un periodo di osservazione quadrimestrale al fine di ottenere i dati necessari a ideare strategie ed obiettivi individualizzati

GRIGLIA DI VERIFICA DELL’ ATTIVITA’ DI ACQUATICITA’

 UTENTE:……………………………………

 

                                                                                   01   02    03    04     05  

Tono dell’ umore all’ iniziodell’ attività                                                       A          
Esplora il proprio corpo  B          
Entra in contatto/relazionecon il tecnico                                                    C          
Entra in contatto/relazione con l’altro partecipante                                    D          
Tono dell’ umore alla fine dell’ attività                                                      E          

 Sono stati fissati degli indicatori percentuali ad ogni singolo punto, al fine di una successiva verifica.

Per le righe A – E    (indice di criticità, 75-80%)

-01 = eccitato                                 (25%)

-02 = relativamente stabile            (75%)

-03 = stabile                                   (100%)

-04 = buono                                   (100%)

-05 = euforico                                (25%)

Per la riga B            (indice di criticità, 55-60%)

-01 = non presente                         (25%)

-02 = occasionale                           (50%)

-03 = costante                                (100%)

-04 = stereotipato                          (25%)

-05 = compulsivo                          (25%)

Per le righe C – D    (indice di criticità (75-80%)

-01 = inesistente                           (25%)

-02 = sufficiente                           (75%)

-03 = buono                                  (100%)

-04 = ottimo                                 (100%)

-05 = ossessivo                            (25%)

Progetto attività del laboratorio di espressione emotiva

 

Il  LABORATORIO DI ESPRESSIONE EMOTIVA  nasce dall ‘ esigenza di offrire uno strumento di espressione non verbale del mondo interiore e

dell ‘ emotività conscia e inconscia.

Nella suaMP900227562 ideazione e conduzione si avvale dell’ esperienza maturata da un gruppo di educatori nell’ applicazione degli elementi chiave e di alcune tecniche della Psicosintesi Terapeutica del Dott. Roberto Assagioli. Tale offerta formativa è stata rivisitata privilegiando l ‘ aspetto ludico e ricreativo articolandosi in diversi percorsi di auto – conoscenza. Di seguito sono esposti solo alcuni giochi ed esercizi dei primi tre percorsi esemplificativi dell ‘ attività di questo laboratorio.

I  PERCORSI:

” SONO E SENTO DI CHE FORMA SONO “

Partendo dall’immaginazione scaturita dal contatto con forme diverse (forme mandala, le forme della natura, dei quattro elementi e del corpo umano ) si propongono  sperimentazioni inerenti l ‘ individuazione della/delle forme maggiormente inerenti al proprio essere che ” è ” e ” sente “.La forma può anche muoversi al ritmo di un tempo o di una pausa, come l ‘ evoluzione nella crescita o l ‘ arresto di questa per una malattia; la velocità del movimento o la durata degli arresti è stabilità dal proprio tempo/ritmo interiore.

-      ELABORAZIONE DELLE FORME MANDALA:

a ciascun partecipante è offerta la scelta tra diverse forme mandala,ognuno di essi può scegliere se percorrere le forme colorandole o seguendone i contorni con le dita

-      IL GIOCO DEGLI ELEMENTI:

illustrate al gruppo le particolarità dei quattro elementi( aria, acqua, terra,fuoco ) e le diverse forme con le quali si presentano in natura, i partecipanti sono invitati a sceglierne uno da impersonare in una libera drammatizzazione.

” QUESTO SONO IO E TE LO DICO ” 

Il percorso verso la conoscenza e l ‘accettazione del proprio sé e                l ‘ autentica comunicazione all ‘ altro di parti del proprio io è il processo più complesso che l ‘individuo possa attuare nella sua esistenza, il tempo della quale spesso risulta insufficiente per essere in essa concluso.In questa sede non intendiamo proporre obiettivi  strettamente mirati all ‘auto – identificazione ma orientare i nostri interventi verso una stimolazione non invasiva, diretta all ‘ attivazione delle diverse parti dell ‘ io.Questo percorso è stato formato sull ‘ assunto ” funziono quindi ci sono ” in quanto il sentire di esserci, di esistere, è la base per identificarsi all ‘ interno di un io. Gli esercizi ed i giochi proposti in questo percorso saranno aperti ad una libera interpretazione e svolgimento da parte dei partecipanti.

-      RISPONDERE AL PROPRIO NOME:

 i partecipanti si dispongono in cerchio in posizione seduta coprendosi il volto con le mani. Tutto il gruppo chiama a turno, con un tono alto di voce e ripetutamente, ciascun partecipante che, sentendosi chiamare, risponde scoprendosi il volto.

-      LO SPECCHIO:

a turno ogni partecipante si dispone di fronte allo specchio ed è invitato ad osservarsi. Dopo qualche istante la voce dell ‘ educatore interviene descrivendo che cosa appare nello specchio e fornendo una descrizione esente da espressioni positive o negative inerenti l ‘aspetto fisico.  Al termine alla persona è richiesto di esprimere, anche con la comunicazione non – verbale, un suo parere, impressione o sentimento inerente la sua immagine riflessa rispondendo alla domanda: ” cosa pensi o ti sembra l ‘ immagine di te nello specchio? “.

-      RIDIAMO INSIEME:

 cosa ci fa più ridere? Una barzelletta o il solletico? I componenti del gruppo provano a sperimentare il sorriso, il riso e l ‘ ilarità raccontandosi barzellette e cose buffe realmente accadute, fino a giungere a fare e farsi fare il solletico in una comune esperienza del ” piacere di ridere”.

     FACCIAMO FINTA CHE:

 partendo dalla percezione di una sensazione fisica prevalente ( cosa senti? Caldo, fame, sonno, ecc. ) ogni partecipante è stimolato ad estremizzare tale sensazione concentrandosi su di essa fino a tentare di giungere ad una immedesimazione e impersonificazione nella sensazione provata utilizzando un oggetto fuori dal sé (per esempio: ” ho caldo , sono caldo, sono il sole “).

-      SE FOSSI MUSICA SAREI:

 ad ogni partecipante è richiesto di esprimersi, con la voce o con il battito delle mani, in un suono, ritmo, melodia o rumore che, a suo parere, lo raffigura o nel quale si riconosce. Al termine tutte le produzioni sonore, registrate su cassetta, sono presentate dagli operatori come l ‘ identità sonora del gruppo e fatte riascoltare.

” ASCOLTANDO  IL  MIO  SENTIRE “

Riconoscere e accettare le emozioni e i sentimenti come parti del proprio sé non annullabili e dalle quali, anziché fuggire con le razionalizzazioni, è possibile trarre contenuti per relazionarsi con gli altri. Giunge in aiuto la finzione quando il sentire può essere troppo doloroso e destabilizzare i delicati equilibri della personalità.

-      CHE TEMPO FA’ :

 ciascun partecipante sceglie un soggetto da impersonare ( le nuvole, il sole, la pioggia, il vento ecc.) e  inizia a drammatizzare una situazione metereologica;  nel gruppo le diverse rappresentazioni del tempo interagiscono creando nuove variabili… o perturbazioni.

-      IL MAGO – DOTTORE:

immaginiamo di possedere la medicina e il rimedio per ogni male  e che un nostro compagno, a turno, stia molto male: cosa gli diremo per consolarlo e quale cura gli daremo? Ma se succedesse a noi di stare male come ci sentiremo ad essere curati con tanta attenzione?

-      GLI ANIMALI:

 quale animale mi piacerebbe essere e perché? Cosa farei se lo fossi?

Negli incontri sono inoltre previsti esercizi di rilassamento, visualizzazioni guidate, momenti di rielaborazione, in un clima di gioiosa condivisione delle esperienze vissute.