Vita da educatore…

Harp Seal in the ArcticScusate, ma non posso più tacere ,il nostro stipendio è al di sotto della soglia di povertà;gli operai,per i quali ho il massimo rispetto, guadagnano di più e non hanno le nostre responsabilità come il rispondere di un progetto educativo o l’incolumità dei pazienti a noi affidati (per i quali rispondiamo penalmente),sono rappresentati sindacalmente mentre noi siamo un generico terzo settore nel quale rientrano anche le cooperative…

Eppure dobbiamo essere aggiornati, formati, produrre progetti, avere idee innovative,essere auto-muniti e di bell’aspetto, giovani e in forma per poter efficacemente portare a termine un contenimento o semplicemente reggere la fatica di un turno, il tutto fino all’età di 67 anni quando andremo in pensione, ma ancora non si sa come faremo perchè la professione è così giovane che non vi è notizia di educatori in tali condizioni…A proposito, una volta il lavoro dell’operatore sociale ( quando erano tutti operatori non essendo ancora nati i profili professionali degli A.D.E.S.T e degli educatori) era annoverato tra i lavori usuranti per cui la pensione era notevolmente anticipata; oggi, per maturare uno ‘sconto’ di due anni, devi, negli ultimi due anni, fare almeno 17 notti al mese, praticamente lavorare sulle notti, abbastanza improbabile per un O.S.S., età a parte, figuriamoci per un educatore che solitamente non fa le notti ( solo perchè costa di più di un O.S.S. ) a meno che non siano passive!

Il nostro è uno dei pochi lavori in cui occorre impiegare sia risorse fisiche che mentali mentre solitamente, chirurghi a parte, ma guadagnano il giusto, i lavori o sono fisici, i mestieri, o mentali, le professioni.

Sì, di professione si tratta,quella dell’educatore,senza un albo, sconosciuta alla maggioranza della gente, ‘bisogna avere tanta pazienza…’, per la quale negli anni si sono moltiplicati i titoli di studio per accedervi e oggi ancora non è chiara l’ equipollenza di alcuni di essi per l’ambito sanitario con il rischio concreto della perdita di posti di lavoro nei settori della psichiatria e delle tossicodipendenze; ricordo che prima ancora che gli educatori senza titolo ( tutti nel 1995 ) fossero obbligati ad accedere alle riqualifiche per gli assistenti sociali e gli infermieri professionali fu fatta una sanatoria.

Il nostro profilo professionale non ci consentirebbe molte mansioni da O.S.S, che svolgiamo ugualmente,aggiungiamo le notti passive,le mutue non sostituite,i turni sotto numero legale, le varie esigenze di servizio, le reperibilità, le ore a credito non considerate come straordinari, i fine-settimana e le festività quasi sempre in turno e non adeguatamente retribuiti,ecc.ecc.

Vogliamo tutti insieme riprenderci la dignità della nostra professione  e divulgare, nella speranza di risolverle, le problematiche sopra citate?

Un grazie a tutti coloro che avranno questo coraggio!

 

 

 

 

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